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A Madrid il primo corso per laurearsi in “influencer”

Nasce a Madrid, presso l’Università autonoma della capitale spagnola, il primo corso al mondo per laurearsi in una singolare materia, “influencer”. Il percorso di studi, attivo da ottobre 2018, si chiama Intelligence Influencers: Fashion and Beauty.

Il lavoro del futuro?

Molti ritengono che quello di influencer sui social network sia il lavoro del futuro. Così i tanti giovani – e meno – che sognano di diventare la nuova Chiara Ferragni possono trovare a Madrid materia per i loro studi e solide basi per la loro professione.

L’intelligenza nel campo digitale

Come riporta l’agenzia Agi, che ha dato notizia dell’attivazione del nuovo percorso universitario, il corso “parla dello sviluppo di quella che in Spagna chiamano ‘inteligencia económica’, un genere di intelligenza che in questo momento risulta ancora più fondamentale saper maneggiare considerati i ritmi, sempre come spiega la presentazione del corso, con i quali si corre nel campo del mercato digitale. Un mercato che necessita inevitabilmente di mediatori (influencer appunto) che, canalizzino il messaggio, che rendano chiare e accessibili le sempre più innovative tecnologie in vari campi del mercato, dalle automobili al settore farmaceutico, dal turismo a, naturalmente, moda e bellezza. Secondo un rapporto appena pubblicato infatti, gli influencer sono stati definiti ‘la nuova narrativa di marchi e aziende’, talmente importanti da sostituirne ormai di fatto le voci sul mercato”. E scusate se è poco.

Cosa serve per iscriversi

Per accedere ai corsi – che sono 18 in tutto e con iscrizioni aperte sino al 18 ottobre – non serve molto: essere maggiorenni, essere in possesso di un account Instagram o Youtube e soprattutto non abbandonare mai, nemmeno in aula, il proprio tablet o smartphone. Le lezioni si potranno seguire anche via web, ma solo da uditori, perché la presenza è obbligatoria. Tra le materie di studio ci sono Fashion & Beauty Intelligence o Economic Intelligence applicata alla moda, Opinion leader: qualità di leadership, etica personale e responsabilità sociale, La struttura di Fashion Influencer – Moda, styling e tendenze a Personal Branding – Creazione del marchio personale sulla rete, e poi Psicologia della moda, Il lato oscuro della comunicazione: stress, troll e hater, Laboratorio di creatività e un corso denominato Monetizzare il tuo marchio.

Obiettivo, diventare star del web

Il corso di laurea spagnolo, di cui è direttore onorario la stilista Ágatha Ruiz de la Prada, vede come professori alcuni esperti di fama internazionale. L’obiettivo è dichiarato: formare professionalmente delle star come Huda Kattan, super influencer del settore beauty che guadagna 18mila euro a post.

Mondo del lavoro, la carica dei robot

Più tecnologia, più intelligenza artificiale, più robot. Il mondo del lavoro cambia e cambierà ancora di più e più rapidamente in futuro. Le “macchine” ruberanno il lavoro agli uomini? Risponde alla domanda la ricerca che Michael Page, brand di PageGroup specializzato nella selezione di professionisti qualificati di middle e top management, ha realizzato in partnership con Foresight Factory.  Obiettivo dell’indagine, individuare i trend che determineranno il posto di lavoro di domani. Eccoli.

Uomo curioso batte macchina

Curiosità e capacità di valutare e decidere in situazioni complesse sono competenze che non saranno replicate dalle macchine. Ecco perché si riveleranno fondamentali, secondo i recruiter di Michael Page, per il professionista del futuro. Completamente trasversali, queste caratteristiche permetteranno di sviluppare da 4 a 6 carriere nell’arco della propria vita, cosa che sarà la norma.

Inutile dire, cambierà anche la ricerca di lavoro. Il curriculum sarà uno spazio interattivo gestito dall’Intelligenza Artificiale che gestirà i dati personali e i collegamenti come un assistente personale. Le informazioni saranno conservate al sicuro su base cloud, ma accessibili all’AI che potrà scannerizzarle per valutare l’adeguatezza di un profilo per una descrizione di lavoro, e viceversa.

Lavoratori umani “potenziati”

I microchip che consentono ai lavoratori di aprire porte, accedere a terminali e pagare per merci sono già realtà. Ma è solo l’inizio dei bio-potenziamenti (il cosiddetto bio-hacking, ovvero andare oltre l’umano) che consentiranno ai dipendenti di eseguire compiti più facilmente, più rapidamente e con risultati migliori. Nel futuro ci saranno impianti smart, protesi ad alta performance e componenti potenziatori della memoria: oltre a dispositivi “indossabili” saranno supporti utili per tenere il passo con la tecnologia.

Accanto a questi lavoratori umani “potenziati” sempre di più ci saranno i robot. A loro toccherà svolgere le funzioni basate sui dati e sul riconoscimento dei pattern, ma esseri viventi e macchine lavoreranno sempre più gomito a gomito, per raggiungere la massima efficienza. Arriveranno così i “cobot”, i colleghi robot, che si integreranno nella forza lavoro tradizionale, imponendo una radicale revisione della differenza tra uomini e macchine.

Blockchain, dati duplicati e sicuri

La tecnologia Blockchain consiste in una lunga catena di registrazione di dati, duplicati attraverso milioni di macchine, che provvedono giorno e notte alla loro manutenzione. Con la proliferazione della blockchain, verificare le informazioni ed essere un intermediario di fiducia diventerà sempre più obsoleto. Le relazioni peer-to-peer non saranno più così rischiose come possono esserlo attualmente su internet. La capacità dei contratti smart di consentire una rivoluzione pay-as-you-go potenzierà ulteriormente la cosiddetta “gig economy”, dove i liberi professionisti stabiliscono le ore di lavoro a seconda della domanda dei consumatori.

Pensione: quando si può smettere di lavorare e quanto si percepisce

La pensione, miraggio per molte tipologie id lavoratori, può essere più vicina per alcune categorie di addetti. Alcune figure, infatti, possono raggiungere l’agognata pensione prima di aver raggiunto una precisa età anagrafica. Si tratta ovviamente di ruoli legati a professioni particolarmente usuranti, nelle quali non è possibile operare per decenni. In alcuni di questi casi al lavoratore è consentito andare in pensione una volta maturata una certa anzianità contributiva.

Le attuali modalità per il pensionamento anticipato e di vecchiaia

Come riporta una scheda realizzata da AdnKronos,  con l’attuale pensione anticipata si può smettere di lavorare a qualsiasi età purché si abbia maturato un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi (per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi (per le donne). Le cose sono però destinate a cambiare nei prossimi mesi: questi dati saranno variati nel 2019, a seguito  dell’adeguamento con le aspettative di vita INPS. Perciò dal 1° gennaio del prossimo anno serviranno, per beneficiare della pensione anticipata, di 43 anni e 3 mesi per gli uomini mentre per le donne il tetto è di 42 anni e 3 mesi.

Diverso il discorso per la pensione di vecchiaia, che può essere percepita anche con molti meno anni di lavoro. Oggi per avervi accesso servono 20 anni di contributi versati, però è necessario aver raggiunto i  66 anni e 7 mesi di età. Anche in questo caso, ci saranno modifiche a partire dal 2019: l’età sarà alzata a 67 anni.

Ape Sociale e Ape Volontario

Esistono poi altre formule, destinate a precise categorie di cittadini, che consentono di andare in pensione prima del previsto. Una è l’Ape Sociale, una formula che dà la libertà a disoccupati, invalidi civili al 74% e persone che assistono parenti di primo grado, se disabili gravi, di smettere di lavorare dopo 30 anni (ma con almeno 63 anni compiuti). Per i lavori gravosi, invece, sono richiesti 36 anni di contributi. Un po’ più complicato è invece il meccanismo dell’Ape Volontario, che consente di smettere di lavorare dopo aver versato almeno 20 anni di contributi. Ma a una condizione: bisogna essere a meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione di vecchiaia. Con l’Ape Volontario però non si va subito in pensione: nei 3 anni e 7 mesi che precedono la pensione di vecchiaia il lavoratore percepirà un prestito erogato da un istituto di credito. Prestito che andrà restituito attraverso una decurtazione sulla pensione di vecchiaia.

La formula per i lavoratori precoci

Sono lavoratori precoci i soggetti che hanno lavorato per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni. Se questi hanno un’anzianità contributiva antecedente al 1995, possono accedere alla pensione dopo 41 anni grazie alla Quota 41.

Anche gli iPhone a rischio: cambiare la password per non farsi craccare

Non si può mai stare tranquilli. I possessori di iPhone, che si credevano forse più tutelati rispetto ai possessori di altri device, devono iniziare a preoccuparsi. Già, perché esiste un sistema capace di craccare qualsiasi tipo di iPhone. Questo dispositivo, che in origine era stato ideato con scopi “buoni” – ovvero supportare polizia e investigatori nelle loro indagini – potrebbe invece sottoporre a molti rischi  gli smartphone Apple.

L’allarme degli esperti

A lanciare l’allarme è stato Thomas Reed, direttore di Malwarebytes, che dalle pagine del blog della compagnia ha invitato i possessori del telefonino a cambiare password, possibilmente evitando codici brevi. Come riporta Adnkronos, “Al centro delle preoccupazioni degli esperti c’è infatti il GrayKey, device prodotto dalla compagnia Grayshift – azienda dai contorni piuttosto misteriosi e fondata, sembra, da ex collaboratori dell’intelligence Usa e da un ex ingegnere della sicurezza Apple – e in grado di eludere la sicurezza di iOS anche nelle sue versioni più aggiornate, identificando il pin nell’arco di qualche minuto (in caso di codice di 4 caratteri) o giorno (per password da 6 o più caratteri)”. Il pericolo, quindi, è che il dispositivo ideato per la polizia e le forze dell’ordine possa cadere in mani sbagliate, mettendo a repentaglio la privacy degli utenti.  “Una volta individuato il codice d’accesso e sbloccato il dispositivo” spiega Reed “il contenuto completo dei file presenti sul dispositivo viene scaricato su GrayKey. Da quel momento, è possibile accedervi tramite un’interfaccia web e analizzarli. I contenuti completi e non criptati diventano inoltre disponibili per il download. Una potenziale miniera, insomma, per il ‘mercato nero’ dei dati personali”.

I consigli per proteggersi

Anche se al momento non è ancora noto il “bug” del sistema iOS che permetterebbe a GraceJey di craccare i sistemi di casa Apple, gli esperti di Cupertino – oltre a lavorare sul problema – forniscono agli utenti il primo consiglio utile, anche se in apparenza banale: cambiare password. E, affinché la protezione sia più sicura, l’indicazione è quella di utilizzare codici 6-10 o più caratteri. Ancora, come ulteriore cautela, l’attivazione dell’impostazione per eliminare tutti i dati dal telefono dopo 10 tentativi di ingresso falliti.

Un rischio fortunatamente “costoso”

D’altro canto, va anche ricordato che il dispositivo in questione non è certo facile da ottenere, specie per il prezzo non proprio alla portata di tutti. Sul sito della compagnia Grayshift costa infatti 15mila dollari  nella versione online utilizzabile fino a 300 volte e 30mila per quella illimitata e utilizzabile offline.

Vuoi andare negli Usa? Occhio ai tuoi profili social

Ottenere il visto per recarsi negli Stati Uniti sarà sempre più difficile. “Colpa” dell’amministrazione Trump, che sta mettendo paletti sempre più severi per tutti gli ingressi negli States. La ragione prima è la sicurezza, ovviamente, ma se si programma un viaggio nel paese a stelle e strisce occorrerà anche stare attenti ai propri profili sui social media. La buona notizia è che al momento il provvedimento non riguarda i cittadini italiani, ma è comunque un segnale da tenere ben presente: la vita virtuale è e sarà sempre più associata a quella reale.

Consegnate le chiavi dei social

Come riporta l’Ansa, infatti, con questa nuova “stretta” sui visti a chi vuole entrare nel Paese verrà chiesto di consegnare le chiavi di accesso ai propri profili Facebook, Twitter, Google. Le autorità potranno così ricostruire tutta la storia online di una persona e verificare, ad esempio, eventuali segnali di radicalizzazione, attività di proselitismo o comunque azioni non gradite.

Per ora non tocca ancora ai Paesi “amici”

Per nostra fortuna, la misura, contenuta in una serie di nuove regole messe a punto dal Dipartimento di Stato, non riguarderà i cittadini di Paesi amici come l’Italia, la Francia, la Germania, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud o il Canada. Ma interesserà una platea ben più ampia rispetto all’ipotesi iniziale: quasi 15 milioni di persone. Si applicherà infatti non solo a chi fa richiesta di un visto di immigrazione, ma anche chi vuole entrare negli Usa per turismo o per motivi di studio e di lavoro. Interesserà dunque anche Paesi come Brasile, Cina, India e Messico. Nessun social media sarà trascurato: anche Instagram, Flickr, LinkedIn, Reddit, Youtube. Poi i siti cinesi Douban Sina Weibo o Youku, e il network russo VK.

Controlli a 360 gradi su tutti gli aspetti della vita

A dire la verità, questo pacchetto di misure pro sicurezza è ancora più pesante rispetto al mero controllo dei vari profili social. le autorità americane, infatti, saranno libere di analizzare anche qualunque traccia del passato e del presente del richiedente il visto. Ad esempio, potranno chiedere ai richiedenti il visto anche i numeri dei vecchi passaporti, i vecchi numeri di telefono e l’accesso agli indirizzi email. I richiedenti dovranno anche presentare i documenti dei precedenti viaggi e riportare se siano mai stati espulsi dagli Usa o se abbiano violato le leggi sull’immigrazione. Addirittura, le indagini si allargheranno anche ai parenti: le autorità degli States potranno infatti verificare il passato dei congiunti, così da controllare se qualcuno della famiglia possa esser stato coinvolto in attività terroristiche.

Milano, la moda fa bene al turismo e l’economia

La moda si conferma ancora una volta un traino eccezionale per la visibilità e l’economia di Milano e della Lombardia. I numeri sono eclatanti: l’ultima settimana della moda (la kermesse si è svolta a febbraio 2018) ha portato nelle casse del turismo cittadino 19 milioni di euro. Sono i ricavi per le strutture alberghiere, secondo la stima del Servizio marketing territoriale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi su elaborazioni del suo ufficio marketing territoriale, cultura e turismo su dati RES STR Global.

Effetti positivi su alberghi e commercio

Il dato è stato calcolato sull’impatto delle scorse settimana della moda milanese e tiene conto soprattutto degli effetti positivi sugli alberghi delle zone centrali e di alta categoria in città. Camere piene e  impatto concentrato nei primi giorni di sfilate sono i primi indicatori che saltano all’occhio. L’occupazione delle camere d’hotel ha superato il 90% nei primi due giorni di sfilate per un’occupazione media per gli alberghi, nei giorni della settimana della moda, dell’87%. Concentrati nei primi giorni di sfilate anche i ricavi: da sole, le prime due giornate delle manifestazioni hanno registrato il 39% del totale. Le zone cittadine che hanno visto la maggiore occupazione sono le zone di Fiera city (92%), Garibaldi centrale e Buenos Aires (93%) e Centro (91%). Luxury e Upper upscale i segmenti di offerta più apprezzati, con una media del 90%.

Dalla moda alla scoperta di Milano come destinazione a 360 gradi

“La moda, a partire dalla settimana dedicata a sfilate e nuove collezioni, è un fattore importante di attrattività di Milano – ha dichiarato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi -. Un’opportunità anche per scoprire e apprezzare Milano come città d’arte, cultura e leisure. Bisogna convincere i turisti a tornare e a soggiornare più a lungo anche in regione e nel Paese per approfondire e sperimentare tutte le offerte”.

Piace il format aperto alla città

“I primi dati sembrano indicare un’edizione molto positiva. Questo format che coinvolge maggiormente la città dimostra come operatori e semplici turisti apprezzino gli eventi che utilizzano scenari inconsueti. L’importante è riuscire a coinvolgere zone cittadine meno centrali al fine di portare vivacità e ritorni economici anche in periferia. Fondamentale rimane sempre una programmazione attenta e ragionata e la promozione fatta con i tempi giusti e con le modalità adatte ai tempi che viviamo” conclude Maurizio Naro, presidente APAM (Associazione albergatori Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza).

Sconti per acquisti online? Dai uno sguardo a scontiebuoni.it

Per chi cerca prezzo e facilità d’uso scontiebuoni.it si sta rivelando un’ottima soluzione per gli acquisti online

Acquisti online? Nelle ultime settimane mi sono imbattuto diverse volte nel sito Scontiebuoni.it, dove ho compiuto con soddisfazione alcuni buoni affari. Dato che pian piano sta diventando un mio personale punto di riferimento per l’e-commerce, ho deciso di condividere il mio parere sui punti di forza di questo sito. Prima di tutto, voglio presentarmi in termini di abitudini di navigazione e consumo online: ho 38 anni e scelgo questa modalità d’acquisto soprattutto per gli sconti che riesco a trovare. Di solito compro libri, qualche capo o accessorio di abbigliamento, recentemente un lettore Mp3 e delle ottime cuffie. Un acquisto ogni venti giorni lo faccio, quindi non so se posso essere definito un consumatore assiduo, e se mi fido del sito che ho davanti, navigo e completo l’acquisto direttamente dallo smartphone.

Scontiebuoni.it è un sito responsive, e mi piace innanzitutto perché la navigazione è fluida, improntata alla semplicità. La web usability è esaltata da un layout pulito, senza link e immagini inutili. Non ci si può confondere!  In pochi passi si va dritti all’obiettivo, che è quello di trovare un coupon per gli acquisti online. Gli sconti talvolta sono davvero esaltanti, fino al 70% sull’offerta del giorno Amazon. Ben segnalate sono le date di scadenza dei codici sconto. Sarebbe pura follia elencare tutti i brand per i quali si può ottenere uno sconto, forse è più utile ricordare alcune categorie di codice sconto: abbigliamento, cosmetici e profumi, elettronica e informatica, casa e giardino, neonati e bambini, vacanze e hotel, libri e musica, business e ufficio.

Due tipologie di coupons per gli acquisti online

Su Scontiebuoni.it puoi trovare essenzialmente due tipologie di coupons, cioè le offerte e i codici sconto. Non appena deciso l’acquisto su un negozio online, cerco su Scontiebuoni.it quel negozio e visiono tutti i coupons disponibili. Se scelgo un’offerta, torno al negozio prescelto e compaiono gli sconti; se scelgo il codice sconto, clicco su “visita lo store” e incollo il codice in un apposito riquadro al momento dell’acquisto, rendendo visibile il taglio di prezzo.

Gli acquisiti online su Scontiebuoni.it sono più semplici a farsi che a dirsi, tanto che l’unico difetto del sito, cioè la presenza di poche frequently asked questions, mi è parso tale solo per pochi giorni, perché non c’è bisogno di grandi domande, nulla è di difficile comprensione, nulla è da nascondere e la user experience è quanto di più semplice possa esistere. Non vedo l’ora di provarlo per le importanti ricorrenze di acquisto online, come il Black Friday e il Cyber Monday. Fatemi sapere cosa ne pensate voi nei commenti.

Saldi, ecco le dieci regole antifregatura

Sono iniziati i saldi con la svendita dei capi invernali e proseguiranno per alcune settimane. Prima di mettersi a caccia dell’affare d’oro, però, vale la pena prestate attenzione ad alcuni semplici accorgimenti che consentono di evitare brutte fregature e soprattutto pesanti delusioni. Anche quest’anno, infatti, il Codacons – l’associazione a tutela dei consumatori – ha stilato un vero e proprio decalogo per fare shopping sì con lo sconto, ma in assoluta sicurezza.

1 Conservare lo scontrino

Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, il cliente ha diritto alla restituzione dei soldi. Per denunciare l’eventuale difetto si hanno due mesi di tempo.

2 Vendite “vere” e non fondi di magazzino

Con i saldi i negozianti devono effettuare realmente vendite di fine stagione e non dare fondo agli avanzi in magazzino.

3 Più si gira più si si guadagna…

Certo, ci vuole un po’ di tempo… Ma esplorando i vari negozi, ed eventualmente verificando i prezzi degli stessi articoli proposti da diversi punti vendita, è possibile accaparrarsi le occasioni migliori.

4 Idee chiare

Converrebbe farsi una lista di quello che occorre realmente acquistare. Altrimenti si rischia di essere influenzabili e di tornare a casa colmi di cose delle quali non si ha alcun bisogno. Vale anche la pena controllare le etichette così da verificare la qualità e la composizione dei prodotti.

5 Supersconto? Chissà…

Quando lo sconto supera il 50%, avverte il Codacons, spesso si tratta di merce non proprio nuova. Oppure c’è anche l’ipotesi che il negoziante gonfi il prezzo originario così da poter fare dei tagli tanto sostanziosi.

6 La fiducia paga

Se si può, conviene affidarsi ai negozi di fiducia. Oppure puntare alla merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente la convenienza dell’acquisto.

7 La vetrina deve essere…. una vetrina

Il Codacons suggerisce di non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce all’interno.

8 Provare prima di comprare

Anche se non c’è l’obbligo della prova dei capi, che è a discrezione del negoziante, vale la pena optare per i punti vendita che consentono la prova.

9 Pagamenti

Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10 Sospetto fregatura?

Nel dubbio, rivolgetevi al Codacons o ai Vigili Urbani.