Archivio Mensile: Giugno 2021

La Pandemia segna una svolta per i viaggi sostenibili

L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia ha condizionato le nostre abitudini, anche nei viaggi, e se ora il mondo ricomincia a viaggiare con cautela le persone vogliono impegnarsi molto di più rispetto al pre-Covid a spostarsi in modo consapevole. La pandemia ha infatti segnato un punto di svolta nel modo di viaggiare, che ora diviene più sostenibile e rispettoso del territorio e delle comunità dei luoghi visitati. L’81% dei viaggiatori italiani pensa che si debba agire ora per poter preservare il pianeta per le generazioni future, e il 57% afferma che la pandemia li ha spinti a voler viaggiare in modo più sostenibile anche in futuro. Si tratta di alcuni risultati emersi da una ricerca pubblicata da Booking.com sui viaggi sostenibili.

Evitare le destinazioni più popolari e rispettare le comunità locali

Anche il rispetto per le comunità locali è in cima alla lista: durante i viaggi il 79% degli italiani vuole vivere esperienze autentiche e rappresentative della cultura locale, e il 92% pensa sia cruciale aumentare la comprensione culturale e la conservazione del patrimonio culturale. Inoltre, l’88% vorrebbe che l’impatto economico del settore fosse distribuito equamente a tutti i livelli della società. Inoltre, il 76% degli intervistati afferma di voler evitare le destinazioni e attrazioni più popolari per non contribuire al sovraffollamento. In questo modo pensa di aiutare le destinazioni meno visitate e le relative comunità a trarre beneficio dagli effetti positivi dei viaggi.

I buoni propositi diventano realtà

Molti di questi buoni propositi stanno diventando realtà. Il 44% dei viaggiatori italiani negli ultimi12 mesi in vacanza ha scelto di spegnere l’aria condizionata o il riscaldamento nel proprio alloggio quando non era presente, e il 41% ha portato con sé una borraccia riutilizzabile per non acquistare acqua in bottiglia. O ancora, il 30% degli intervistati ha svolto attività a sostegno della comunità locale. Il 68% ammette poi di sentirsi a disagio se il posto dove soggiorna gli impedisce di essere sostenibile, ad esempio, negando la possibilità di fare la raccolta differenziata.

Soggiorni sostenibili: permangono ancora alcuni ostacoli

Anche se l’87% dei viaggiatori afferma di voler soggiornare in un alloggio sostenibile nel prossimo anno, con un aumento del 7% nel 2020, sono ancora presenti alcuni ostacoli, segnala Askanews. Secondo la ricerca infatti il 57% dei viaggiatori italiani ha affermato di non aver soggiornato in una struttura sostenibile nell’ultimo anno, il 31% non sapeva nemmeno che esistessero questo tipo di opzioni, il 34% non ha trovato opzioni sostenibili nella meta del proprio viaggio, e il 28% non sapeva come trovarle. E il 59% dei viaggiatori crede che nel 2021 non ci siano ancora abbastanza opzioni di viaggio sostenibili disponibili.

Su Instagram e Facebook sarà possibile oscurare il numero dei like

Pesto si potrà scegliere se oscurare o lasciare visibile il numero di like su un post di Instagram e di Facebook. È questa la novità introdotta dai due social network di Mark Zuckerberg al termine di un periodo di test su Instagram. Obiettivo del test, capire se l’opzione potesse aiutare a ridurre la pressione sentita da alcune persone nel pubblicare i propri post. L’iniziativa rientra nel tentativo di filtrare i contenuti ritenuti offensivi nei messaggi diretti, e dare così agli utenti la possibilità di controllare cosa visualizzare e cosa condividere anche nella sezione Notizie di Facebook. Come ad esempio i filtri per il feed, la gestione dei preferiti e le impostazioni relative a chi può commentare.

Se per alcuni non vedere il numero di like è positivo per altri non lo è

La novità arriverà prima su Instagram e poi su Facebook.
“Quello che è emerso, confrontandoci con le persone e con gli esperti è che se per alcuni non vedere il numero di like era positivo ad altri la cosa non piaceva, anche perché questi parametri vengono usati dalle persone per avere un’idea dei contenuti più trendy e di successo – si legge in una nota rilasciata dalla società -. Per questo abbiamo deciso di dare a tutti la possibilità di scegliere”.

Un’opzione attivabile o disattivabile prima o dopo la pubblicazione di un post

Su Instagram si potrà quindi scegliere se nascondere il numero dei like su tutti i post del feed e sui propri, che si tratti di una foto, un video o un messaggio di testo. Accedendo alla nuova sezione ‘Post’ nel menu ‘Impostazioni’, sarà quindi possibile nascondere il conteggio dei ‘mi piace’ sui post pubblicati dagli altri, e allo stesso tempo, si potrà decidere se nascondere o meno il numero dei like prima di condividere un post. In ogni caso, l’opzione è attivabile o disattivabile anche dopo la pubblicazione del contenuto.

Contribuire a creare un’esperienza più positiva per gli utenti

In questi mesi il gruppo ha lavorato con esperti indipendenti proprio per capire “come dare maggior controllo e consapevolezza alle persone, e contribuire così a creare un’esperienza più positiva – si legge ancora nella nota -.Abbiamo pensato che fosse importante dare a tutti la possibilità di scegliere”.
Al contempo, riporta l’Agi, il gruppo ha finanziato ricerche indipendenti sul tema dell’esperienza degli utenti nell’utilizzo di Instagram, nonché su come migliorare le policy e i prodotti. Nelle prossime settimane queste opzioni saranno attive anche su Facebook.

Estate 2021, attese 22 milioni di presenze in più

Sarà un’estate positiva, almeno stando alle previsioni. I numeri, rispetto all’analoga stagione del 2020, sono tutti in crescita: si stimano infatti oltre 23 milioni di presenze in più rispetto al periodo giugno-settembre 2020. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika in collaborazione con l’Università del Sannio. In particolare, l’analisi rivela che oltre la metà degli italiani (53,4%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi anche se solo il 4,1% ha già prenotato. Tuttavia, esiste una larga fetta di nostri connazionali, il 46,6%, che ha deciso di non partire: di questi, circa 4 milioni, dovranno restare a casa per problemi economici (8,2%).

Puglia, Toscana, Sicilia, Emilia-Romagna e Sardegna le regioni preferite

Per quanto riguarda i flussi turistici, si attendono in Italia 39 milioni di arrivi (tra nostri connazionali e stranieri) che generano quasi 166 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente pari all’11,9% e al 16,2% sullo stesso periodo del 2020. Ad incidere positivamente sulla tendenza in crescita dei flussi turistici, anche l’introduzione del pass vaccinale annunciato dal Governo. Il green pass, accolto con favore da ben 10 milioni di italiani quale azione prioritaria per una vacanza in sicurezza, alimenterebbe la spesa turistica per oltre 1,7 miliardi di euro. Cinque le regioni più gettonate per l’estate 2021: Puglia, Toscana, Sicilia, Emilia-Romagna e Sardegna. Prevale la tradizione con poco meno di 6 italiani su 10 che opta per il mare, ma va bene anche il prodotto “Città d’arte, cultura e borghi” (12,7%) e “Montagna e naturalistico” (9,1%).

Stimate quasi 166 milioni di presenze per i mesi estivi, +16,2%

Da giugno a settembre dell’anno in corso, Demoskopika stima oltre 4,1 milioni di arrivi in più rispetto allo stesso periodo del 2020 con una crescita pari all’11,9%: 38,8 milioni di arrivi nel 2021 a fronte dei 34,7 milioni di arrivi dello scorso anno. L’aumento dei turisti si ripercuote positivamente anche sull’andamento dei pernottamenti. L’Istituto di ricerca stima in 165,7 milioni le presenze per l’estate alle porte rispetto ai 142,6 pernottamenti del 2020: poco più di 23 milioni di presenze turistiche in più con una crescita pari al 16,2%. 

Vacanze nel segno della tradizione

Poco meno di 9 italiani su 10 concentreranno la loro vacanza nel mese di luglio (32,3%) e, soprattutto, in agosto (54,2%).   Quasi 7 italiani su 10 sceglieranno la tradizione, scegliendo di passare le ferie al mare (68,9%), preceduta dalla scelta delle “città d’arte e dei borghi” (13,2%) e dalla linea di prodotto turistico “montagna, campagna e agriturismo” (12,4%). Le ferie saranno, inoltre, preferibilmente “familiari”. Ben il 66,7% del campione interpellato, infatti, non ha dubbi: andrà in vacanza con il partner (31,4%) o con altri componenti del nucleo familiare (35,3%).  

Mal di meteo per la metà degli italiani

Che tempo farà domani? E nel weekend? Se in generale a tutti è capitato di controllare le previsioni – magari per sapere in anticipo se è meglio munirsi di ombrello o meno – adesso si scopre che italiani sono un popolo di appassionati di meteo. Anzi, di più: sono metodipendenti. Per 2 nostri connazionali su 3 – il 66% della popolazione, più o meno – leggere o ascoltare le previsioni del tempo non è un semplice passatempo, ma una vera e propria attività quotidiana. Se il 96% si informa sul tempo almeno una volta a settimana, per un altro 20% questa è un’autentica ossessione, quasi un “tic”, che porta a controllare le previsioni più volte durante la giornata. Si tratta di un’inedita fotografia del nostro Paese che emerge dall’indagine ”Gli italiani e la meteorologia”, realizzata da Bva-Doxa su un campione di 1.000 persone tra 18 e 64 anni su tutto il territorio italiano.

Che tempo farà?

In base alle risposte degli intervistati, si scopre che il sistema preferito per scoprire se ci sarà il sole o la pioggia è rappresentato dalle app, seguite dai siti Internet, dai programmi tv e dalla radio. Nel dettaglio l’app sul proprio smartphone è preferita nel 56% dei casi, seguita dai siti Internet dedicati (34%), dalla tv (8%) e dalla radio (2%).Tra le app e i siti il più utilizzato è iLMeteo.it, che totalizza quasi 5 milioni di utenti medi per giorno e quasi 10 milioni di utenti sulla sua app. L’interesse alle previsioni degli italiani diventa ancora più forte in vista di weekend, ponti o vacanze: “non esiste nessun caso in cui non siano stati messi al vaglio del controllo del meteo. Il 42%, infatti, le controlla sempre in queste circostanze e solo il 3% non si preoccupa”. E, in tempi di smartworking, il 25% guarda il meteo per scegliere quale giorno lavorare da casa, dato che al Sud e nelle Isole, precisa la ricerca, “è doppio (29%) rispetto al Nordovest con il 14%, forse per il tempo meno soleggiato e l’assenza di mare”.

Malati di meteo

I “malati di meteo”, ovvero le persone che controllano continuamente le previsioni, sono circa la metà degli italiani. Si tratta di soggetti che non si muovono mai senza verificare le previsioni. Però è vero che le condizioni meteorologiche possano avere un riverbero sull’umore: a oltre il 60% dei nostri connazionali generano disturbi come stress, ansia, mal di testa, apatia e sbalzi d’umore. Colpiti sono soprattutto i giovani under 34 e le donne.