Archivio Mensile: Maggio 2021

B2B digitale: 12mila miliardi di transazioni. In Italia è ancora solo il 14%

L’Italia è pronta per l’interazione digitale business-to-business? Il B2B Digital Commerce di Netcomm chiarisce che si tratta di un mercato che a livello mondiale vale 12mila miliardi di dollari. In pratica, il valore lordo delle merci scambiate online vale sei volte quello del B2C. L’80% di questo mercato online si sviluppa in Cina, Giappone, Sud Korea e in Usa. In Europa il suo valore è di 355 milioni di dollari, di cui solo una parte ridotta viene generata in Italia: il 14%. In ogni caso, secondo DHL Express, entro il 2025 l’80% della quota delle interazioni fra acquirenti e fornitori passerà su strumenti digitali. Se già prima dell’inizio della pandemia le aziende stavano già lavorando per digitalizzare i processi di pagamento B2B, il periodo di distanziamento fisico ne ha fatto salire la priorità, tanto che la questione è passata da utile a necessaria.

I Millennial spingono sull’acceleratore della transizione

Insomma, il modo in cui le aziende effettuano o ricevono pagamenti, o conducono operazioni di fatturazione, in questi ultimi mesi ha percorso una strada senza ritorno. Un fattore che produrrà ulteriore accelerazione a questo processo risiede nell’età raggiunta dai Millennial per poter ricoprire ruoli decisionali all’interno delle aziende. Tanto che il 73% delle decisioni di acquisto B2B sono già prese da membri di questa generazione, considerata la prima nativa digitale, e quindi già abituata a effettuare transazioni B2C pienamente digitali.

Agevolare i meccanismi di relazione commerciale

Un altro fattore è quello connesso alla globalizzazione: i pagamenti transfrontalieri rappresentano circa il 26% delle vendite annuali delle imprese del Regno Unito e degli USA, ma portare a termine questi pagamenti è spesso un processo lungo e complesso. Sfruttare la digitalizzazione potrebbe agevolare i meccanismi di relazione commerciale e aiutare a rimuovere alcuni ostacoli connessi ai pagamenti fisici. Ma la digitalizzazione dei processi di pagamento B2B richiede qualcosa di più del semplice passaggio dagli assegni cartacei ai metodi elettronici di pagamento.

La difficoltà di abbinare infrastrutture aziendali obsolete a strumenti emergenti

Il problema infatti può essere rappresentato dalle difficoltà di abbinare infrastrutture aziendali obsolete a strumenti emergenti, come le carte virtuali. In Italia ciò avviene a causa di problemi ormai largamente conosciuti, come i tempi di pagamento lenti, un credito bancario scarso e complesso, servizi finanziari digitali ancora non pienamente sviluppati.

Rispetto al fatturato totale delle imprese italiane, di oltre 3.600 miliardi di euro, riporta Adnkronos, il B2B pesa quasi il 75%, ma di questi solo il 14% è digitale.

L’effetto Covid sull’attività di mediazione per locazioni e conflitti

Con la pandemia la “litigiosità” e il ricorso alla mediazione per i conflitti in materia di affitto d’azienda è aumentata del 133%, e per le locazioni residenziali e commerciali del 35%. La pandemia sembra infatti avere spinto le parti a rinegoziare i contratti per le sopraggiunte difficoltà economiche ad adempiere gli obblighi contrattuali. Inoltre, sono cresciute anche le mediazioni in materia di successione (+11%), legate anche all’incremento dei decessi, mentre sono calate del 74% le liti in materia di condominio, per via delle restrizioni sanitarie che hanno limitato o impedito lo svolgimento delle assemblee condominiali. Si tratta di alcuni dati rilevati dalla Camera Arbitrale di Milano e dal suo Servizio di Conciliazione, in relazione al deposito delle domande di mediazione nel periodo compreso tra marzo 2020 e marzo 2021.

La mediazione dimostra capacità di resilienza durante la crisi

Nei mesi del lockdown si rileva in generale un calo del 60% dei depositi di domande di mediazione a causa delle restrizioni sanitarie. Da giugno 2020 si è invece registrata una ripresa del +70% del deposito dei procedimenti, e oggi l’attività del Servizio di conciliazione di Camera Arbitrale di Milano è tornata a ritmi pre-crisi. La mediazione ha dimostrato una capacità di resilienza, gli organismi di mediazione sono sempre stati operativi anche nei momenti più duri dell’emergenza, laddove gli uffici giudiziari hanno sofferto blocchi di attività e rallentamenti, dovuti alle restrizioni imposte a livello normativo dall’emergenza sanitaria.

Aumenta la fiducia nelle attività legali legate alle controversie

Si registra un cambiamento qualitativo nelle liti risolte in mediazione: è aumentato del 160% il valore medio delle controversie gestite dal Servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano. Questo è dovuto a una maggiore fiducia nello strumento da parte di legali e dei loro clienti per controversie di valore più alto, a ulteriore smentita della convinzione che la mediazione sia adatta soprattutto per le liti “bagatellari”. Inoltre, l’oggetto delle controversie si è spostato dai tradizionali ambiti come controversie bancarie, finanziarie, assicurative e condominiali a quelle in materia di affitto d’azienda (+ 133%) e locazione (+35%).

Nel 2020 il 90% degli incontri di mediazione è avvenuto online

Anche l’atteggiamento nei confronti della mediazione è cambiato, gli avvocati sono più aperti e collaborativi, perché è più sentita rispetto al passato l’urgenza di trovare soluzioni rapide ed efficaci alle liti. L’emergenza Covid ha impresso una particolare urgenza al dialogo e al confronto, il valore aggiunto della mediazione rispetto al processo giudiziario ordinario. Quanto alla mediazione online, ha dimostrato di essere efficiente e apprezzata da legali e parti. Il 90% dei 1.291 incontri di mediazione tenuti in Camera Arbitrale di Milano nel 2020 è avvenuto online. Va però anche osservata una maggiore emotività che caratterizza gli incontri a distanza, anche per la mancanza di un luogo effettivamente neutrale.