Archivio Mensile: Luglio 2019

Il ruolo del leader cambia, l’Industria 4.0 richiede innovazione e sostenibilità

La Quarta Rivoluzione Industriale è realtà, la tecnologia sta trasformando tutti gli ambiti dell’esistenza e tutti settori industriali, modificando le relazioni sociali, il modo di apprendere così come gran parte delle professioni. Secondo l’International Business Report (IBR) di Grant Thornton del 2019, la ricerca globale effettuata sui dirigenti di imprese del mid-market, l’avanzamento del mondo digitale sarà il fattore di cambiamento delle realtà aziendali più influente nel prossimo futuro. Lo confermano il 42% degli intervistati, mentre per il 40% saranno l’AI e i big data, e per il 35%, il cambiamento maggiore avverrà per un maggior utilizzo dell’automazione e della robotica. I leader del futuro dovranno quindi riformulare i propri modelli di business, e dotarsi di nuove competenze coerenti con l’utilizzo degli strumenti “intelligenti”.

Adattamento e flessibilità, i punti chiave del successo

Intelligenza artificiale, machine learning, Internet of Things e infrastrutture cloud diventeranno di uso comune, richiedendo ai leader di impresa un riassortimento dei propri team per favorire una cultura aziendale più flessibile e aperta alle novità. Secondo i dati dell’IBR, il 20% dei dirigenti globali nel mid-market crede che la capacità di essere innovativi sarà la caratteristica più importante per i leader d’impresa nel 2030, mentre il 16% ritiene che lo sia già oggi. Allo stesso tempo, il 18% sostiene che sapersi adattare al cambiamento sarà essenziale in futuro. Innovazione, adattamento e flessibilità saranno quindi i punti chiave delle strategie di successo, ma il vero vantaggio competitivo delle imprese 4.0 saranno sempre le persone.

Eterogeneità, diversità e inclusione, le carte vincenti del team di domani

Insieme alle numerose competenze richieste i leader dovranno formare i propri team, rendendoli il più possibile pronti ad affrontare le sfide del cambiamento e a raccogliere le opportunità che deriveranno da nuovi stimoli. Una visione chiara e una direzione condivisa resteranno le carte vincenti per la leadership di domani, che dovrà impegnarsi a diffondere una cultura partecipativa, sperimentando soluzioni diverse e a volte rischiose. Insomma, riporta Askanews, la vera forza dei team del futuro risiederà nell’eterogeneità dei gruppi, nella diversità e nell’inclusione.

Nuovi valori sociali e aziendali cambiano il modo di fare impresa

Per Gabriele Labombarda, Partner e IBC Director di Bernoni Grant Thornton, “La curiosità e la capacità di adattamento sono le doti che oggi non possono mancare in un leader: il successo sarà il risultato della tensione al cambiamento e della propensione a innovare”. Non sono però da sottovalutare altri elementi in gioco, come le aspettative in merito alle buone pratiche etiche e di sostenibilità ambientale in relazione ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. “Variabili che stanno stimolando un complessivo cambiamento dei valori sociali e aziendali e del modo di fare impresa”, commenta Michele Milano, Vicepresidente e Partner di Ria Grant Thornton.

Insomma, i leader di domani dovranno riuscire a destreggiarsi tra due forze contrapposte, l’avanzamento tecnologico e il potenziamento delle capacità umane, identificando le combinazioni vincenti e promuovendo soluzioni di business sostenibili e innovative.

Aprire un’impresa a cinquant’anni: a Milano, Monza e Lodi è un’attività quotidiana

I cinquant’anni sono i nuovi trenta. Potrebbe essere questo lo slogan della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi: già, perché in Lombardia sono aumentate in modo significativo le imprese guidate da persone che hanno già un mezzo secolo di vita sulle spalle. Quest’anno, di media, sono state 140 iscrizioni al giorno in Italia, 22 in Lombardia, 7 a Milano per le attività fondate da cinquantenni. In cinque anni, si tratta di un aumento dell’8% a livello nazionale, del 13% in Lombardia e del 21% a Milano. Le tipologie di attività che aumentano maggiormente sono quelle di consulenza aziendale e direzionale, le agenzie di viaggio, i servizi immobiliari, gli alberghi e i sevizi alla persona. Solo nei primi tre mesi del 2019 ci sono state 12 mila iscrizioni di ultra cinquantenni, alle Camere di Commercio.

La fotografia dell’imprenditoria senior

I dati sono il frutto di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese relativi alle ditte individuali al primo trimestre 2019, 2018 e 2014. Crescono in cinque anni, +8% in Italia dove sono 855 mila le imprese con titolare cinquantenne, +13% in Lombardia con 26 mila imprese, +21% a Milano con 37 mila imprese. Milano è tra le prime a crescere in Italia, dopo Napoli con 33 mila imprese, +24%, Prato con 4 mila, +23%. Seguono Monza con 10 mila, +20%, Savona con 5 mila, + 16%, Trieste con 3 mila, +14%, Varese con 9 mila, + 14%. Afferma Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Le imprese mostrano una crescita nella fascia d’età tra i cinquanta e i sessanta anni negli ultimi cinque anni. Un dato che riguarda in particolare Milano e la Lombardia e le donne più degli uomini. Si nota una presenza crescente, indirizzata verso professioni che richiedono una certa esperienza come quelle manageriali e anche nel settore immobiliare, insieme ai comparti più legati al turismo come ospitalità e ristorazione”.

I numeri della Lombardia

In Lombardia tra le prime per iscrizioni, dopo Milano con 622 in tre mesi, ci sono con 3 imprese al giorno a Brescia con 248 iscritte (17 mila in totale, + 8% i cinque anni) e Bergamo con 225 (14 mila, + 12%). Tra le prime lombarde per crescita anche Como con 7 mila imprese, +12%, Lecco con 4 mila, +12%, Lodi con 3 mila, + 12%. Il fenomeno riguarda in gran parte donne e stranieri. Sono 216 mila le cinquantenni italiane titolari d’impresa, +9% in cinque anni. Di queste 27 mila sono lombarde, +17% e 8 mila milanesi, +23%. A Monza crescono del 26% con quasi 2 mila imprese. Gli stranieri cinquantenni controllano 101 mila ditte nel Paese, +48%, di cui 18 mila in Lombardia +58%, e 8 mila a Milano, + 70%. In Lombardia forte crescita anche a Monza, +83% con oltre mille imprese e a Lecco con 337 imprese, + 67%.

Gli ambiti di azione

Analizzando questo trend, risultano particolarmente attivi i settori del supporto per le funzioni d’ufficio con 1648 imprese in Lombardia, + 69% su 8 mila in Italia, +58%, di cui 621 concentrate a Milano, +76%. Ci sono poi le attività di direzione aziendale e consulenza direzionale con 935 imprese su oltre 3 mila in Italia di cui 415 a Milano e un aumento intorno al +50% per tutti. Crescita analoga per le agenzie di viaggio, 65 quelle a Milano di cinquantenni su 192 in Lombardia e 1.452 in Italia, ma anche per la produzione di software con 831 imprese in regione, circa la metà a Milano, su 4 mila in Italia e per gli alberghi con 413 imprese di cinquantenni, di cui 80 a Milano, su 5 mila in Italia. Intorno al 30% la crescita nei servizi alla persona con 7 mila imprese in regione su 40 mila in Italia di cui 2 mila a Milano. Aumenta soprattutto a Milano la presenza di imprenditori cinquantenni nelle imprese di attività immobiliari, +40% con 721 operatori su quasi 2 mila in Lombardia e 9 mila in Italia. Principali settori per numero di ditte con titolare cinquantenne al 2019 sono le costruzioni con 22 mila imprese in regione su 114 mila in Italia (19%), di cui 6 mila a Milano, commercio con 18 mila su 155 mila (11%), di cui 6 mila a Milano, agricoltura con 8 mila su 146 mila (6%), servizi alla persona con 7 mila su 41 mila (18%), ristorazione con 6 mila su 42 mila (15%), trasporto con 6 mila su 28 mila (21%), di cui 3 mila a Milano.