Le 10 buone risoluzioni per l’email marketing di successo

Igiene nelle liste, contenuti chiari, e una reputazione immacolata. Queste alcune delle 10 buone risoluzioni sintetizzate dalla Certified Senders Alliance (CSA) alle quali attenersi per avere successo con le campagne di email marketing. Ricordarsi innanzitutto che gli indirizzi mail di alta qualità sono un bene prezioso e nella mailing list andrebbero inseriti solo quelli ottenuti legalmente, e delle persone di cui si può dimostrare il consenso. Meglio una piccola lista di distribuzione con indirizzi di alta qualità che non una grande lista con indirizzi da fonti discutibili. Inoltre, è opportuno assicurarsi di utilizzare la doppia procedura di opt-in. Nel dubbio, bisogna essere in grado di fornire prove chiare di avere il modulo di consenso di ogni persona a cui si ha inviato un’e-mail.

Contenuti onesti, no alla trappola spam e utilizzare i feedback

Seconda risoluzione, essere onesti. Anche quando si tratta di attirare nuovi abbonati alla newsletter. Esprimere i contenuti con parole chiare e comprensibili, senza “nascondere” la richiesta di consenso pubblicitario. In caso contrario, il destinatario potrebbe annullare la richiesta, o contrassegnare il messaggio come spam. La risoluzione numero 3 invita anche a non cadere nella trappola di spam. La reputazione di mittente rispettabile potrebbe risentirne, e si rischia di finire in una lista nera. Risoluzione numero 4, utilizzare un circuito di feedback se il fornitore di servizi di posta elettronica offre l’opzione. In questo modo, si ricevono feedback dal provider sui destinatari che classificano la posta come spam o indesiderata.

Occhio alle competizioni, mantenere la parola, rispettare il GDPR

Se si partecipa a una competizione come co-sponsor per generare indirizzi, la regola numero 5 consiglia di assicurarsi che il numero di sponsor non sia superiore a 8, e che si possa accedere alla dichiarazione di consenso del destinatario in qualsiasi momento. Ovviamente (numero 6), rispettare sempre gli accordi, e inviare solo annunci pubblicitari per prodotti o servizi menzionati nella dichiarazione di consenso. Inoltre, rispettare il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Non solo per non rischiare gravi multe per non conformità, ma anche per non mettere in pericolo la buona reputazione e la fiducia dei clienti. Se si ottiene la certificazione della CSA si è dalla parte della sicurezza anche per quanto riguarda il GDPR.

Attenzione al phishing e ai contenuti

Proteggere se stessi e il proprio marchio dall’uso improprio per il phishing (risoluzione numero 8). È bene affidarsi agli standard quando si inviano le  e-mail. DMARC, Sender Policy Framework (SPF) e Domain Keys Identified Mail (DKIM) danno la possibilità di rendere le e-mail riconoscibili per il provider. Di conseguenza, le e-mail di phishing vengono identificate e filtrate prima che raggiungano il destinatario. Attenzione sempre ai contenuti pertinenti. La pertinenza (risoluzione numero 8), crea interesse, lega i clienti esistenti e ne genera di nuovi. Ultima risoluzione, approfittare del CSA Email Summit 2020 di Colonia, dove esperti di marketing, specialisti di PC e dirigenti di oltre 15 Paesi discuteranno dei nuovi sviluppi relativi al settore della posta elettronica.

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