Truffe: nel 2021 oltre 3 miliardi di euro persi dagli italiani

Negli ultimi 12 mesi 8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nell’ambito delle principali voci di spesa familiare. È un dato emerso dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat: il 7,1% degli intervistati ha dichiarato infatti di aver subito una truffa legata alle utenze di luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile. L’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra quelle dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%). A seguito delle truffe gli italiani hanno perso complessivamente oltre 3 miliardi di euro, e in media il valore economico è di 365 euro. Un danno più elevato tra i prestiti personali (1.490 euro), meno per truffe ai conti correnti (279 euro) ed RC auto/moto (268 euro).

La nuova frontiera passa dai social network

Quanto agli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi, nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite sms (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche). Ogni settore però ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%). La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle app di messaggistica istantanea, attraverso cui sono è stato truffato circa il 9% degli intervistati.

Più di 4 su 10 non denunciano

Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode. Il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali. Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% non lo ha fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica. Il 15,1% si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero. La scelta di non denunciare risulta ancora meno comprensibile se si considera che il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

L’identikit dei truffati

Vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (22,5% rispetto al 15,7% del campione femminile), e a dispetto di quanto si possa pensare, coloro con un titolo di studio universitario (23,3% rispetto al 17% rilevato tra i non laureati).
“Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – commenta Cast Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano -. Quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati”.
Dal punto di vista anagrafico, invece, a cadere in trappola sono più spesso i giovani nella fascia di età 18-24 anni (31,6% vs 15% 65-74enni) mentre, a livello territoriale, i residenti nel Nord Italia (Nord Est 22,3% – Nord Ovest 21%).

Commenti chiusi.