Internet, esperienze negative per il 13% dei ragazzi

La rete è utilizzata dalla maggior parte dei ragazzi, ma a molti di loro fa paura. Addirittura, cresce il numero degli adolescenti che vivono o hanno vissuto emozioni negative navigando on line. Se nel 2010 erano il 6% i giovanissimi ad aver percepito sensazioni spiacevoli, oggi la percentuale è salita al 13%. I numeri sono il frutto della ricerca “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, condotta dal centro di ricerca dell’Università Cattolica e presentata  in occasione dell’evento “Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”, organizzato dal Ministero dell’Istruzione.

Gli effetti dell’hate speech

La ricerca rivela dati impressionanti. Il 31% degli 11-17enni dichiara infatti di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo. Di fronte a questo tipo di messaggi, chiamati hate speech, i ragazzi provano in maggior parte tristezza (52% dei casi). I sentimenti vissuti sono poi nell’ordine disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%). Tuttavia, il 58% del campione dice di non aver fatto nulla.

La rete passa dallo smartphone

I ragazzi e le ragazze utilizzano principalmente lo smartphone per andare su Internet. Lo usa tutti i giorni il 97% dei 15-17enni e il 51% dei bambini di 9-10 anni. L’88% dei ragazzi italiani usa Internet a casa quotidianamente, il 44% lo usa quando è fuori per recarsi da qualche parte (per strada, sui mezzi pubblici, etc.) e il 42% mentre è fuori per conto proprio. Alta la percentuale dei 9-17enni che si collega alla rete anche durante le ore scolastiche: il 26%, tutti i giorni. Ma cosa fanno i giovanissimi quando si connettono? I 77% delle ragazze e dei ragazzi di 9 -17 anni comunica con amici e familiari, poco più della metà guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media. Internet serve per fare i compiti a casa nel 37% dei casi.

Aumentano i rischi e i disagi

Come detto sopra, l’evidenza più grave è che è in aumento il numero dei giovanissimi che ha avuto esperienze negative in Internet, ne il 13% dei  9-17enni. La sensazione di disagio è più alta fra i piccoli, i bambini di 9-10 anni. Fra i rischi continuano a crescere i contenuti inappropriati (soprattutto quelli legati all’ostilità e al razzismo), l’hate speech, l’esposizione a contenuti pornografici e il sexting. Se c’è una buona notizia, è quella che gli episodi di bullismo online non crescono e si fermano al 10% degli “incidenti”. Però questo fenomeno resta quello che fa più soffrire (tre quarti delle vittime ne è rimasta molto o abbastanza turbata). Il 19% degli intervistati è stato testimone di episodi di cyberbullismo nell’ultimo anno, quelli che in gergo si chiamano i ‘by-standers’.

Il pericolo dei contenuti NUCG

Il rischio più diffuso si conferma l’esposizione a contenuti user generated negativi (NUGC). Ne sono incappati il 51% dei ragazzi di 11-17 anni. I ragazzi hanno visto: immagini violente o cruente (come persone che fanno del male a altre persone o a animali) (36%); siti o discussioni che promuovono il razzismo e la discriminazione di certi gruppi perché hanno un colore della pelle diverso o una diversa nazionalità, religione, o orientamento sessuale (33%); siti dove si discute di auto-lesionismo (22%) o di anoressia e bulimia (21%).

Come rispondere ai pericoli

Di fronte a brutte esperienze o a contenuti ritenuti negativi, il 35% dei ragazzi intervistati adotta risposte passive, o ignorando il problema o sperando che si risolva da solo. Nel 25% dei casi non parlano con nessuno delle esperienze su Internet che li hanno turbati o fatti sentire a disagio, nel 27% dei casi risolvono il problema chiudendo semplicemente la pagina web o l’app che stanno leggendo/utilizzando. Il 22% ha risposto bloccando un contatto sui social network. Solo il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. Ma con chi si affrontano i problemi riscontrati in Rete? I teenager si rivolgono agli amici (47%) e in percentuale minore ai loro genitori (38%).

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