I trend della ristorazione post Covid

Dalla cucina espressa al look botanico: sono alcuni trend per il settore della ristorazione, emersi dall’analisi delle nuove insegne preferite dai Top Chef italiani coinvolti nei TheFork Restaurants Awards. Dopo la pausa dovuta alla pandemia è infatti tornato il premio organizzato da TheFork con l’obiettivo di valorizzare le nuove insegne. Un’iniziativa oggi più che mai indispensabile per il rilancio del settore della ristorazione post emergenza. Più in particolare, quest’anno i grandi chef hanno nominato 64 ristoranti selezionati tra le nuove aperture o le nuove gestioni avvenute tra gennaio 2019 e agosto 2021.

Green take away e cucina espressa
Nel mondo della ristorazione post Covid si rafforza una tendenza che unisce il piacere del ristorante a quello dello shopping eco, dai vestiti ecosostenibili alle piante, fino alle stoviglie in materiali naturali. Sempre più spesso infatti è possibile recarsi al ristorante, e fare allo stesso tempo shopping in corner green irresistibili. Si conferma poi saldamente anche l’apprezzamento per la ‘cucina espressa’, che esalta e premia l’importanza dell’attesa. Perché ogni singolo piatto è preparato da zero, ogni ingrediente è scelto in modo maniacale per offrire al cliente un particolare aroma, una specifica sensazione, un abbinamento mai osato, che conferma un trend ormai non solo dei ristoranti con molte stelle.

Look botanico e contaminazioni & contrasti
È dimostrato che gli stimoli visivi influiscono sulla percezione del gusto. Molte delle nuove aperture nominate ai TheFork Restaurants Awards 2021 sembrano saperlo molto bene, mostrando una cura particolare non solo negli arredi, ma anche nelle luci e perfino nella musica di sottofondo. Comode sedie in velluto dal gusto retrò sono spesso in contrasto con architetture dal mood industrial, mattoni a vista, volte a botte e sempre con il contorno di un’illuminazione delicata, soffusa e calda. Cucina e brigata a vista, poi, sono un must sempre più diffuso e apprezzato, insieme alla presenza di piante e punti verdi sui muri, e perfino sui soffitti. Ma la contaminazione di stili non è solo nell’arredo: Oriente e Occidente, dolce e acido, cucina etnica tradizionale, proposte creative e cucina italiana si sposano con influenze di altri Paesi. E ancora, accostamenti inediti di carne e pesce, crostacei e selvaggina in un mix di contaminazione e qualità per offrire esperienze nuove e sorprendenti.
Convivialità e ricerca, menu ristretti e attenzione all’ecosostenibilità
Conciliare la ricerca con la soddisfazione del commensale, utilizzando magari tecniche di preparazione e conservazione provenienti dall’Oriente o dal Nord Europa è un fenomeno che tende ad avvicinare all’alta cucina in nome della qualità e della convivialità. Anche in queste nuove aperture di pregio si sta infatti affermando la ricerca di una certa essenzialità: dalla cucina espressa che si traduce in massimo nove piatti al giorno al solo menu degustazione fino allo chef che predilige solo ciò che di fresco trova al mercato del giorno. Il tutto all’insegna della sostenibilità, che risponde alla crescente richiesta del mercato e dei consumatori, sempre più consapevoli alla ricerca di piatti buoni e sani.

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