Chilogrammo, ampere & Co: le “vecchie” misure vanno in pensione

Dimenticate quello che abbiamo imparato sui libri di scuola, a cominciare dall’Abc delle misure. Perché anche quelle classiche che più classiche non si può, come il chilogrammo usato normalmente nella vita quotidiana a partire dalla cucina, invecchiano. E quindi vanno sostituite. La notizia, così come è, sembra incredibile, ma per gli addetti ai lavori era nell’aria già da tempo. E ora c’è anche una data: il sistema delle unità di misura che abbiamo utilizzato fino a oggi dovrebbe andare in pensione a maggio 2019.

Misure revolution

La rivoluzione in atto riguarda diverse misure fondamentali, e non riguarda solo il “solito” chilogrammo, comunque destinato a un totale restyling. Sono obbligati ad evolversi anche l’ampere, che misura la corrente elettrica, il kelvin che definisce la temperatura, e la mole che conta le molecole e gli atomi presenti in una sostanza. Il loro pensionamento, almeno nella forma in cui li abbiamo conosciuti finora, viene deciso nella conferenza dell’Istituto Internazionale Pesi e Misure.

Addio definizione astratte

Obiettivo di questo cambiamento epocale è avviarne la ridefinizione sulla base di costanti della fisica, anziché di definizioni astratte. Occorre “rimpiazzare gli attuali sistemi che definiscono le quattro unità con costanti fisiche universali e riproducibili da tutti, in modo da rendere accessibile la misurazione precisa ai laboratori di tutto il mondo, con ricadute non solo per la ricerca, ma anche per l’industria” spiegano gli esperti. Alla riunione partecipa anche il direttore scientifico Maria Luisa Rastello, dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim). Questo è l’incontro preliminare prima della Conferenza generale sui pesi e le misure prevista nel corso di novembre 2018. Le nuove definizioni, invece, saranno rese note a maggio 2018.

La più grande ridefinizione degli ultimi 60 anni

Il sistema internazionale delle unità di misura risale a circa 60 anni fa, e da allora questa sarà la più grande ridefinizione mai effettuata. ”E’ importante perché alcune definizioni, in particolare quella del chilogrammo, sono basate su artefatti materiali, anziché su costanti fisiche, e questi non sono affidabili su scale di tempo molto lunghe” ha dichiarato all’Ansa Giovanni Mana, dell’Inrim, che ha contribuito alla ridefinizione del chilogrammo. Per esempio, ha precisato lo scienziato, ”è stato visto che le copie del cilindro di platino iridio conservato nell’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure di Parigi (considerato lo standard per impostare le misure che indicano il peso), non pesano più un chilogrammo ma un po’ di più, e questo non permette di replicare misure fatte 100 anni fa”.

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