Archivio Mensile: Ottobre 2021

Con lo switch off, vendite di nuovi TV a +120%

Da quanto è partito il countdown per lo switch off, ovvero i primi passi del passaggio verso il nuovo digitale terrestre, gli italiani hanno iniziato a controllare la compatibilità dei loro apparecchi e dei decoder, valutando la possibilità di adattarli o di cambiarli. Il nuovo standard, che ha preso il via su alcuni canali Rai e Mediaset, ha infatti previsto il passaggio al Mpeg-4. Come riporta Ansa, questo step non solo ci consentirà di assistere a programmi di qualità migliore, ma soprattutto serve a liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata in Italia specie dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia. Non avranno problemi a ricevere i canali tutti coloro che hanno un televisore che permette già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando. 

Via la corsa ai nuovi acquisti

Per tutti quelli che non hanno un apparecchi adatto, invece, è iniziata la corsa all’acquisto di nuovi televisori e apparecchi, in virtù anche dell’entrata in vigore del Bonus Rottamazione TV, che ha come obiettivo proprio quello di incentivare l’acquisto di nuovi televisori. Secondo le stime, sarebbero circa 10 milioni le famiglie ad aver necessità di sostituire i propri apparecchi. Le facilitazioni contemplate dal bonus sono due: se l’Isee è al di sotto dei 20mila euro sarà possibile avere uno sconto di 30 euro per l’acquisto di un decoder o un televisore; non ci sono invece limiti di reddito in caso di rottamazione, che dà diritto a uno sconto del 20% sul costo del nuovo apparecchio fino a un massimo di 100 euro. Il bonus si può ricevere fino alla fine del 2022 o fino a esaurimento risorse. Secondo le rilevazioni GfK Market Intelligence questo incentivo ha avuto un effetto immediato sulle vendite nelle prime settimane di introduzione che sta continuando anche nel mese di ottobre.

Venduti oltre 217.000 televisori in una settimana

Secondo i dati Gfk, nella settimana 41 – quella compresa tra l’11 e il 17 ottobre 2021 – sono stati venduti oltre 217.000 televisori, con una crescita pari al +120% a unità rispetto alla stessa settimana del 2020. Se analizziamo il trend a valore, riscontriamo una crescita ancor più marcata, pari al +152% rispetto alla settimana 41 del 2020. Questo forte incremento è dovuto a due fattori: da un lato la domanda superiore all’offerta – legata anche alle problematiche di approvvigionamento dei produttori – dall’altro l’aumento dei costi delle materie prime e della logistica, che hanno contribuito alla crescita del prezzo medio dei TV rispetto al 2020 (+26% complessivamente da inizio anno). 

A fine 2021 i consumi aumenteranno di 60 miliardi di euro

Fuori a fare shopping. Sembra essere questo i desiderio degli italiani che, lasciati alle spalle i lunghi mesi di limitazioni imposti dal Covid-19, hanno ritrovato la voglia di spendere per fare acquisti, soprattutto nei punti vendita fisici. Non solo: le finanze ci sono, eccome. Sono 4,5 milioni gli italiani che, forti di redditi rimasti intatti e di risparmi forzosi dovuti all’impossibilità di poterli utilizzare durante la pandemia, ora sono pronti a spendere per i consumi più di quanto facessero nel periodo pre-Covid. Usciti dall’emergenza, il 57,2% degli italiani tornerà a spostare soldi dal risparmio ai consumi, per andare oltre le scarsità imposte dal periodo recente. Più la paura allenta la presa, più crescono le tigri del consumo.

Il rimbalzo dei consumi

In base ai dati presentati dal 2° Rapporto Censis-Confimprese, l’associazione che raggruppa gli operatori del retail, si scopre che alla fine dell’anno la spesa per consumi delle famiglie supererà la cifra record di 1.000 miliardi di euro. Nel secondo trimestre del 2021 i consumi degli italiani si sono già ripresi del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2020 (33 miliardi in più), con una netta inversione di tendenza rispetto al -5,4% registrato nel primo trimestre dell’anno. L’incremento a consuntivo d’anno ammonterà a 60 miliardi in più rispetto all’anno scorso, un tesoretto prezioso per rivitalizzare l’economia reale. Complessivamente la pandemia ha bruciato dieci anni di crescita dei consumi. Ma, se non ci saranno nuovi stop sanitari, a Natale si prevedono almeno 9 miliardi di spesa in più rispetto alle festività dell’anno scorso.

Il ritorno nei negozi “veri”

Sempre il report evidenzia che gli italiani sono pronti a tornare a fare acquisti nei negozi, forse perchè saturi di una sovrabbondanza di interazioni digitali nelle loro vite. Il 51,9% non sopporta più gli incontri da remoto per il lavoro, lo studio o le relazioni interpersonali. Il 52,8% ritiene che il digitale sia eccessivamente presente nelle proprie vite e che ora c’è bisogno di un riequilibrio con il mondo fisico. Il 65% (il 77,4% tra i giovani) vuole tornare a trascorrere tempo fuori casa per incontrare gli amici, mangiare insieme, divertirsi, fare shopping. Probabilmente per tutte queste ragioni il 64% degli italiani ha nostalgia degli acquisti nei negozi fisici, nei centri commerciali, nelle piazze dello shopping, anche riducendo il ricorso all’e-commerce. Lo dicono di più le donne (67,6%) e le persone benestanti (69,8%). La normalità per gli italiani è fatta anche di shopping fisico, da cui traggono emozioni e benessere. 

Sostenibilità, Millennial più attivi sui social nel dibattito sui temi green

Con il 40% delle interazioni social, il cambiamento climatico è l’argomento più discusso nelle conversazioni sui social, registrando oltre 10.500 post e commenti, a fronte di circa 13.000 notizie di siti web e giornali online. Ma con il 47% di attività sui social, è quella dei Millennial la generazione più attenta alla sostenibilità delle aziende, e i più attivi nella richiesta di call2action, trasparenza e responsabilità ai player del mondo aziendale. Fra loro, l’88% sono donne, e i temi più discussi sono Climate Change, Net Zero, Rinnovabili e Finanza sostenibile. Il sentiment negativo però è del 77%, e se i Millennial sono preoccupati per il futuro del pianeta il 23% chatta con sentiment positivo sulle iniziative di sostenibilità di enti pubblici e privati, come ad esempio l’International Earth Day. 

Net Zero, apprezzato l’impegno delle aziende per ridurre le emissioni

Si tratta dei risultati della prima Social Sentiment Analysis di PwC Italia in tema di sostenibilità, realizzata dal Team Innovation con il coordinamento di Gaia Giussani, ESG Director. E secondo l’analisi di PwC Italia la decarbonizzazione è il secondo argomento per numero di interazioni social (30% del conversato totale sulla sostenibilità), con 8.488 post e conversazioni di utenti privati a fronte di 14.048 pagine web, e un sentiment negativo pari al 68%. Il sentiment è tuttavia in leggero miglioramento quando si parla di Net Zero: nel 32% delle conversazioni gli utenti riconoscono l’impegno delle aziende che attuano strategie concrete per ridurre le proprie emissioni. Tra gli esempi più citati, la riduzione dell’utilizzo di mezzi inquinanti, le iniziative finalizzate a sensibilizzare i dipendenti e le scelte d’investimento green. Il 68% di conversazioni negative evidenzia però l’insufficienza degli sforzi dei singoli e il bisogno di misure più stringenti.

Rinnovabili, fondamentali ma ancora troppo costose

In terza posizione nelle conversazioni social (27% del conversato totale), il tema delle energie rinnovabili e della trasformazione ecologica è al centro di 7.791 post, a fronte di quasi 11.000 pagine e articoli web, e registra un sentiment positivo del 25%. Il 75% delle conversazioni negative si concentra sulle perplessità relative al costo elevato, la non disponibilità totale dei cittadini a spendere di più per prodotti green e lo scetticismo degli utenti nei confronti delle aziende che dicono di investire nelle rinnovabili e di partecipare alla transizione ecologica mentre dipendono dagli investimenti neri come carbone, il petrolio e gas.

Finanza sostenibile, sentiment positivo al 42%

Con un peso del 3% nelle conversazioni sui social media in ambito di sostenibilità, la finanza sostenibile è l’argomento che registra il sentiment positivo più alto, pari al 42%, riporta Adnkronos. Sempre più utenti condividono sui social articoli e notizie sugli investimenti sostenibili delle aziende, manifestando la volontà di informarsi sul tema, di partecipare a eventi e a webinar che permettano di acquisire conoscenze. Le conversazioni negative (58%) sono incentrate principalmente sul greenwashing e sulla poca trasparenza da parte delle aziende.