Archivio Mensile: Giugno 2020

Leadership, benessere per i lavoratori e professionisti dell’online: le mosse vincenti delle aziende per ripartire

I responsabile delle risorse umane, i ceo e i manager aziendali, a causa del lungo lockdown e di tutto ciò che accaduto negli ultimi mesi, non possono non fare i conti con approfondite riflessioni sulle gestione del personale. E ora, con il ritorno alla normalità, il benessere lavorativo dei dipendenti è quanto mai un fattore chiave per superare le ultime paure e rientrare in azienda con fiducia. Creare un ambiente di lavoro nel quale vi è un costante dialogo e interessamento da parte dei vertici, ridurre al minimo lo stress lavorativo, che è una tra le prime cause di produttività negativa, sono solo alcuni degli obiettivi che si prefiggono le imprese. Sono temi che si intersecano con la ‘e-leadership’, la capacità di gestire efficacemente i team da remoto. Proprio queste tematiche sono state esplorate da Lang&Partners, Younique Human Solutions, società di consulenza Hr italiana specializzata in scouting e coaching, che ha messo in luce quali siano gli aspetti che i manager vogliono approfondire maggiormente.

Happiness at work

Sulla base dei dati raccolti, il 25% dei manager e Ceo richiede coaching relativi a ‘Happiness at work e benessere psicologico dei dipendenti’ per avvicinarsi a loro, comprenderli meglio, leggerne i bisogni in modo da implementare la capacità di influenzare positivamente ed essere rispettati e riconosciuti come leader di valore. “Un leader che oggi deve avere competenze sempre più trasversali e sia in grado di sviluppare la così detta ‘e-leadership’, ossia la capacità di utilizzare al meglio le tecnologie digitali, di introdurre innovazioni digitali nella propria azienda e di essere in grado di garantire ai dipendenti le giuste strumentazioni e la formazione necessaria per essere al passo con l’evoluzione digitale che si sta attraversando, soprattutto in questi mesi, nei quali si assiste all’affermazione di modalità di lavoro a distanza, come lo smart working” si legge nella ricerca.

Diversity&Inclusion e leadership femminile

Inoltre, il 30% delle aziende chiede supporto nello sviluppo di progetti di Diversity&Inclusion e questo fa comprendere quanto attuale e sentito sia questo tema e quanto le aziende stiano iniziando a prenderne consapevolezza. Allo stesso modo, molto “caldo” è anche il tema della leadership femminile: le donne sono ancora considerate meno adatte a ricoprire un ruolo di comando e l’Italia – per quel che riguarda la presenza femminile ai vertici – si posiziona molto in basso rispetto alla media europea: solo due dirigenti su dieci sono donne. Però questo trend sta, seppur lentamente, cambiando e crescono l’interesse e la sensibilità verso la leadership inclusiva e i mutamenti profondi in merito ai cambiamenti sociali.

Le figure più professionali più ricercate

Insieme ai bisogni espressi da manager e Ceo, la ricerca evidenzia anche quali sono le figure professionali maggiormente richieste: si tratta di ruoli legati al comparto del digitale, fondamentali per la ripresa post lockdown. Dallo specialista di Seo e Sem all’Ecommerce Business Analyst, responsabile dell’analisi dei dati di vendita online, fino all’Ecommerce Manager/Director, che corrisponde al direttore commerciale e coordina le funzioni aziendali che strutturano l’e-commerce, sono queste le mansioni che le aziende di oggi ricercano di più.

Fiducia dei consumatori e delle imprese, a maggio è in flessione

C’era da aspettarselo: nel mese di maggio, dopo circa due mesi di lockdown, si registra una netta flessione nell’indice di fiducia delle imprese e dei consumatori. I dati sono stati raccolti dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, che ha infatti ripreso – dopo la sospensione di aprile dovuta all’emergenza sanitaria – le tradizionali indagini relative alla fiducia di consumatori e imprese. Le stime effettuate con i dati raccolti a maggio 2020 indicano livelli storicamente bassi dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (94,3) e dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (51,1). Si tratta di numeri in decisa flessione rispetto a quelli del marzo scorso per tutte le componenti: la diminuzione è decisamente più sensibile per quanto concerne il clima economico e corrente; il clima personale e quello futuro, per fortuna, rivelano cali nettamente più contenuti. Venendo ai dati, il clima economico passa da 94,4 a 71,9, il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima corrente scivola da 104,8 a 95,0 e il clima futuro segna solo un lieve peggioramento, passando da 93,3 a 93,1.

Il sentiment delle imprese nei diversi settori

In merito al settore delle imprese, l’Istat riporta che “le stime degli indici evidenziano una caduta della fiducia, rispetto a marzo 2020, nel settore dei servizi di mercato (l’indice passa da 75,7 a 38,8), del commercio al dettaglio (da 95,6 a 67,8) e delle costruzioni (da 139,0 a 108,4). Nella manifattura, l’indice di fiducia registra una flessione relativamente più contenuta, passando da 87,2 a 71,2, mantenendosi comunque su livelli storicamente bassi”. Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera peggiorano, rispetto a marzo 2020, i giudizi sugli ordini mentre le scorte di prodotti finiti sono giudicate in accumulo; le attese di produzione subiscono un’ulteriore diminuzione. Per le costruzioni, la flessione dell’indice è causata da un forte peggioramento dei giudizi sugli ordini; relativamente più contenuto il calo delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Servizi di mercato e commercio al dettaglio i comparti “pessimisti”

Nei servizi di mercato, il calo dell’indice rispetto a marzo 2020 è determinato da giudizi, sia sugli ordini sia sull’andamento generale dell’azienda, in forte peggioramento; l’indagine rileva però un miglioramento delle aspettative sugli ordini, che tuttavia rimangono su livelli bassi. Con riferimento al commercio al dettaglio, risultano in caduta libera i giudizi sulle vendite, mentre le scorte di magazzino sono giudicate in forte accumulo. Si registra un calo contenuto delle aspettative sulle vendite, dopo la caduta subita lo scorso marzo.