Archivio Mensile: febbraio 2018

Sconti per acquisti online? Dai uno sguardo a scontiebuoni.it

Per chi cerca prezzo e facilità d’uso scontiebuoni.it si sta rivelando un’ottima soluzione per gli acquisti online

Acquisti online? Nelle ultime settimane mi sono imbattuto diverse volte nel sito Scontiebuoni.it, dove ho compiuto con soddisfazione alcuni buoni affari. Dato che pian piano sta diventando un mio personale punto di riferimento per l’e-commerce, ho deciso di condividere il mio parere sui punti di forza di questo sito. Prima di tutto, voglio presentarmi in termini di abitudini di navigazione e consumo online: ho 38 anni e scelgo questa modalità d’acquisto soprattutto per gli sconti che riesco a trovare. Di solito compro libri, qualche capo o accessorio di abbigliamento, recentemente un lettore Mp3 e delle ottime cuffie. Un acquisto ogni venti giorni lo faccio, quindi non so se posso essere definito un consumatore assiduo, e se mi fido del sito che ho davanti, navigo e completo l’acquisto direttamente dallo smartphone.

Scontiebuoni.it è un sito responsive, e mi piace innanzitutto perché la navigazione è fluida, improntata alla semplicità. La web usability è esaltata da un layout pulito, senza link e immagini inutili. Non ci si può confondere!  In pochi passi si va dritti all’obiettivo, che è quello di trovare un coupon per gli acquisti online. Gli sconti talvolta sono davvero esaltanti, fino al 70% sull’offerta del giorno Amazon. Ben segnalate sono le date di scadenza dei codici sconto. Sarebbe pura follia elencare tutti i brand per i quali si può ottenere uno sconto, forse è più utile ricordare alcune categorie di codice sconto: abbigliamento, cosmetici e profumi, elettronica e informatica, casa e giardino, neonati e bambini, vacanze e hotel, libri e musica, business e ufficio.

Due tipologie di coupons per gli acquisti online

Su Scontiebuoni.it puoi trovare essenzialmente due tipologie di coupons, cioè le offerte e i codici sconto. Non appena deciso l’acquisto su un negozio online, cerco su Scontiebuoni.it quel negozio e visiono tutti i coupons disponibili. Se scelgo un’offerta, torno al negozio prescelto e compaiono gli sconti; se scelgo il codice sconto, clicco su “visita lo store” e incollo il codice in un apposito riquadro al momento dell’acquisto, rendendo visibile il taglio di prezzo.

Gli acquisiti online su Scontiebuoni.it sono più semplici a farsi che a dirsi, tanto che l’unico difetto del sito, cioè la presenza di poche frequently asked questions, mi è parso tale solo per pochi giorni, perché non c’è bisogno di grandi domande, nulla è di difficile comprensione, nulla è da nascondere e la user experience è quanto di più semplice possa esistere. Non vedo l’ora di provarlo per le importanti ricorrenze di acquisto online, come il Black Friday e il Cyber Monday. Fatemi sapere cosa ne pensate voi nei commenti.

Internet, esperienze negative per il 13% dei ragazzi

La rete è utilizzata dalla maggior parte dei ragazzi, ma a molti di loro fa paura. Addirittura, cresce il numero degli adolescenti che vivono o hanno vissuto emozioni negative navigando on line. Se nel 2010 erano il 6% i giovanissimi ad aver percepito sensazioni spiacevoli, oggi la percentuale è salita al 13%. I numeri sono il frutto della ricerca “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, condotta dal centro di ricerca dell’Università Cattolica e presentata  in occasione dell’evento “Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”, organizzato dal Ministero dell’Istruzione.

Gli effetti dell’hate speech

La ricerca rivela dati impressionanti. Il 31% degli 11-17enni dichiara infatti di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo. Di fronte a questo tipo di messaggi, chiamati hate speech, i ragazzi provano in maggior parte tristezza (52% dei casi). I sentimenti vissuti sono poi nell’ordine disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%). Tuttavia, il 58% del campione dice di non aver fatto nulla.

La rete passa dallo smartphone

I ragazzi e le ragazze utilizzano principalmente lo smartphone per andare su Internet. Lo usa tutti i giorni il 97% dei 15-17enni e il 51% dei bambini di 9-10 anni. L’88% dei ragazzi italiani usa Internet a casa quotidianamente, il 44% lo usa quando è fuori per recarsi da qualche parte (per strada, sui mezzi pubblici, etc.) e il 42% mentre è fuori per conto proprio. Alta la percentuale dei 9-17enni che si collega alla rete anche durante le ore scolastiche: il 26%, tutti i giorni. Ma cosa fanno i giovanissimi quando si connettono? I 77% delle ragazze e dei ragazzi di 9 -17 anni comunica con amici e familiari, poco più della metà guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media. Internet serve per fare i compiti a casa nel 37% dei casi.

Aumentano i rischi e i disagi

Come detto sopra, l’evidenza più grave è che è in aumento il numero dei giovanissimi che ha avuto esperienze negative in Internet, ne il 13% dei  9-17enni. La sensazione di disagio è più alta fra i piccoli, i bambini di 9-10 anni. Fra i rischi continuano a crescere i contenuti inappropriati (soprattutto quelli legati all’ostilità e al razzismo), l’hate speech, l’esposizione a contenuti pornografici e il sexting. Se c’è una buona notizia, è quella che gli episodi di bullismo online non crescono e si fermano al 10% degli “incidenti”. Però questo fenomeno resta quello che fa più soffrire (tre quarti delle vittime ne è rimasta molto o abbastanza turbata). Il 19% degli intervistati è stato testimone di episodi di cyberbullismo nell’ultimo anno, quelli che in gergo si chiamano i ‘by-standers’.

Il pericolo dei contenuti NUCG

Il rischio più diffuso si conferma l’esposizione a contenuti user generated negativi (NUGC). Ne sono incappati il 51% dei ragazzi di 11-17 anni. I ragazzi hanno visto: immagini violente o cruente (come persone che fanno del male a altre persone o a animali) (36%); siti o discussioni che promuovono il razzismo e la discriminazione di certi gruppi perché hanno un colore della pelle diverso o una diversa nazionalità, religione, o orientamento sessuale (33%); siti dove si discute di auto-lesionismo (22%) o di anoressia e bulimia (21%).

Come rispondere ai pericoli

Di fronte a brutte esperienze o a contenuti ritenuti negativi, il 35% dei ragazzi intervistati adotta risposte passive, o ignorando il problema o sperando che si risolva da solo. Nel 25% dei casi non parlano con nessuno delle esperienze su Internet che li hanno turbati o fatti sentire a disagio, nel 27% dei casi risolvono il problema chiudendo semplicemente la pagina web o l’app che stanno leggendo/utilizzando. Il 22% ha risposto bloccando un contatto sui social network. Solo il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. Ma con chi si affrontano i problemi riscontrati in Rete? I teenager si rivolgono agli amici (47%) e in percentuale minore ai loro genitori (38%).