Archivio Mensile: settembre 2017

Italia, 68 mila le imprese del benessere e del fitness. Roma, Milano e Napoli le prime

Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e amanti del benessere e dello sport. Una tendenza dimostrata dai numeri: nel  nostro Paese sono infatti attive ben 68 mila imprese nel comparto fitness e bellezza in senso lato. E un sesto di queste si concentra in Lombardia.

Che business lo star bene

Sono 67.917 le imprese del settore, +1,8% in un anno trainate dalla crescita dei servizi di pedi-manicure, +11,4%. Prima è Roma dove si concentra il 7,8% delle attività italiane legate al fitness e benessere (5.294), specializzata per lo più in istituti di bellezza (2.591). Al secondo posto Milano (3.693), prima per centri benessere (462) e palestre (292), al terzo Napoli (3.001) che tallona Roma nelle attività del commercio specializzato (cosmetica, profumerie ed erboristerie) con 1.241.

Lombardia in ottima salute

In Lombardia, in base ai dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano, sono oltre 11 mila le imprese attive nel settore del benessere e fitness nel 2017. Un numero in aumento del 3,3% in un anno. Quelle lombarde rappresentano circa un sesto di tutte le imprese attive in Italia nel comparto, grazie anche alla presenza tra le prime dieci province italiane di tre lombarde: Milano con 3.693 imprese, il 5,4% nazionale, al secondo posto per attività dopo Roma (7,8%), Brescia sesta con 1.485 imprese e Bergamo settima con 1.304. La Lombardia pesa soprattutto nel settore delle palestre, raccogliendo il 21% delle attività italiane, nei centri benessere (30%) e nei servizi di manicure e pedicure (22,7%) e di bellezza (18%). Forte anche la presenza di imprese lombarde nel settore del commercio di prodotti macrobiotici e dietetici (183 sedi di impresa su 1.054 in Italia, il 17,4% del totale).

Il fitness provincia per provincia

A livello provinciale, analizzando il numero di aziende del settore, Milano è prima in regione con 3.693 imprese, il 32,8% lombardo e una crescita del 4,4% in un anno. Poi, per numero di attività, vengono Brescia (1.485 imprese e +1,8% tra 2016 e 2017), Bergamo (1.304, +3,2%) e Varese (1.004, +2,9%). Monza è quinta (861 imprese, +2,5%). Le crescite maggiori in un anno si registrano a Mantova (+5%) e Sondrio (+4,6%).

Crescono anche le imprese straniere

Le imprese straniere, sempre del comparto benessere e fitness, sono 1.226 nel 2017 in Lombardia, 5.316 in Italia. Crescono rispettivamente del +16,9% e +7,8%  rispetto al 2016.  Le imprese straniere pesano soprattutto a Milano dove sono ormai il 17,2% del settore, a Brescia (10,9%) e Como (9,4%) mentre crescono di più a Lecco (+53,8%), Pavia (+32,3%) e Bergamo (+24,7%).

Videocitofoni, l’Italia risponde presente

Il comparto dei videocitofoni è ampio e variegato, ma i prodotti più innovativi e interfacciati con altri servizi di un’abitazione ricadono senza dubbio nell’area della domotica, scienza che studia come migliorare la casa dal punto di vista tecnologico, della sicurezza e dell’efficienza energetica. Sinonimo di Domotica è casa intelligente, in cui sono implementate tecnologie per convertire i vecchi impianti, migliorare la sicurezza e la qualità della vita.

Stando ad alcuni dati forniti da Delta Dore, nel 2014 gli acquisti che hanno riguardato la domotica, quindi l’installazione di sistemi intelligenti di comunicazione, sicurezza, climatizzazione e impiantistica ha coinvolto circa 100mila abitazioni, generando un fatturato di 440 milioni di euro. L’incremento sul 2013 è stato del 28%. Ricadono nella domotica un nuovo sistema di gestione della piscina, o un impianto che generi acqua calda sanitaria e o uno che governi l’irrigazione del giardino. Ad ogni modo, il 60% di interventi di domotica nelle abitazioni italiane è connessa al miglioramento degli impianti elettrici, mentre i sistemi integrati conservano una quota del 32%.

I videocitofoni vanno compresi a buon diritto nell’area di automazione dedicata alla sicurezza. Rappresentano l’evoluzione del vecchio citofono, assolvendo a un’esigenza di sicurezza abitativa degli italiani. Fin dalla sua comparsa sul mercato, il videocitofono ha avuto nella videocamera la principale innovazione tecnica, che permette di vedere in tempo reale con chi si sta parlando, amplificando la sensazione di controllo. Oggi il videocitofono cessa di essere un impianto; con internet e il wi-fi diventa un sistema in dialogo con altri elettrodomestici di una casa intelligente, a partire dalla televisione su cui proiettare le immagini. Immagini che possono essere riprodotte da videocitofoni installati anche lontano da essa.

E ci sono anche le aziende italiane a giocare la partita dei videocitofoni, impegnandosi nell’innovazione e nella qualità del prodotto. Si studiano pulsantiere esterne antivandali, una migliore nitidezza dei monitor display, un nuovo design complessivo con livree personalizzabili ein sintonia con il resto dell’arredo. Parte dell’innovazione sta anche nel ridurre al minimo la complessità delle installazioni, tanto che alcune aziende del made in Italy usano la promise dell’installazione senza opere murarie.

Attualmente, sul mercato, esistono modalità di acquisto dell’impianto di videocitofono capaci di far risparmiare l’utente. Il primo è legato alla detrazione fiscale Irpef del 50% della spesa. Il videocitofono, in questo senso, viene equiparato a una spesa di ristrutturazione. Il rimborso si verifica nel corso di dieci anni e tramite compensazioni Irpef (quindi l’abbassamento o cancellazione di altri importi dovuti). Inoltre, sull’acquisto dei videocitofoni vige il regime di iva agevolata al 10%, anziché al canonico 22% di aliquota